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Artistic Centre
Pubblicato da GC lunedì 15 Giugno 2020

È successo per caso. Succede sempre per caso – le cose importanti della vita succedono sempre per caso (se credi in una cosa del genere), non si riesce a fare piani e previsioni con la stessa cura e ingegnosità della vita. Un giorno leggo un posto su Instagram e pochi mesi dopo mi ritrovo a collaborare con l’anima gentile che ha risposto a un mio commento a quel post. Chi ha riposto è Simone Lettieri, CEO della piattaforma Artistic.centre, una delle persone più squisite che io conosca. Insieme stiamo lavorando a un ampio progetto di auto-istruzione nel campo dell’arte che dovrebbe durare degli anni, almeno secondo i piani. Questo progetto include anche il mio amico Dario Rivarossa, che contribuirà con le traduzioni in inglese di ciò che scrivo e così il mio vecchio sogno di lavorare con degli amici si avvererà. Per adesso tutto funziona, noi tre speriamo vada tutto bene, dal momento che ciascuno di noi opera all’interno del suo campo di specializzazione: io scrivendo, disegnando e scrivendo, Dario traducendomi, Simone organizzando. Una vita intera in attesa di ciò. Quanto ci è voluto...

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Dario Rivarossa
Pubblicato da GC domenica 13 Ottobre 2019

Ho conosciuto Dario Rivarossa, il Tassista Marino sulla chat di un amico comune di G+. Non era un bel periodo, avevo seri problemi di salute ed ero confinata in casa senza poter uscire. Dario mi offerse via web la sua compagnia e la sua disponibilità come letterato. Da quel suo primo, commovente messaggio di solidarietà altri ne sono passati, tanti quanti non saprei nemmeno dire. Chat ma soprattutto email, e poi discorsi sull’arte, sulla poesia, su come si deve tradurre un testo, e poi opinioni (sue) su testi (miei) e poi (sue) revisioni di testi (sempre miei) e poi anche una collaborazione a un libro, di cui ha scritto pure una recensione lì: nuovo blog personale, e poi, in tempi più recenti, anche uno scambio di immagini. Ormai Dario è il mio confidente letterario, il mio amico-di-tasti, il mio traduttore preferito e il mio primo lettore. La sua arguzia, la sua brillante intelligenza, la sua enorme cultura e la sua grande umanità ben dissimulata sotto il distacco piemontese a cui sempre ricorre me lo hanno reso molto caro. A lui affiderei volentieri tutti i miei libri perché li traducesse da par suo perché è il solo che conosce come funziona la mia mente letteraria, anche meglio di me stessa. Naturalmente, per ragioni pratiche, non siamo mai riusciti ad incontrarci di persona ˗ cose del tempo di internet, suppongo. Prima o poi succederà, però. Chissà. E torneremo mai a lavorare insieme? Chissà, di idee ce ne sono. Se son rose, come ama dire li mio amico Dario, fioriranno...