Un fiore di campo

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Il dolore fisico è il peggior compagno delle nostre giornate. Tortura molto peggio della preoccupazione, dell’ansia e della paura. Al dolore fisico non si sfugge. Cosa resta da fare? Io mi sono messa in ascolto di me stessa. Ho ascoltato ciò che ho scritto in questo piccolo libro, che ho dedicato a una persona molto importante per la mia crescita spirituale. Ho annotato parola per parola ogni intuizione, ogni frammento di quiete che emergesse dall’inquieto mare in cui mi trovavo costretta. Ogni tanto riapro a caso questo libro e mi leggo una frase e mi sorprendo, perché la profondità di ciò che ho scritto, o che forse il dolore fisico ha scritto per me, è impressionante. Il fatto è che dentro di noi abbiamo così tanto spazio che normalmente resta inosservato. Solo quando non abbiamo occasione di fare altro, sembra, ci volgiamo a esso. Peccato, ci sarebbero strade meno faticose.

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